Di seguito alcuni brani tratti dalle tante opere del Professor Enrico Medi:




SULL' EUCARESTIA

"Ecco, l'Eucarestia! mamme, quando avete messo al mondo un figlio e lo avete stretto forte forte la prima volta fra le braccia, quali parole gli avete detto? "ti mangio tutto"! Perchè grande è stato il vostro desiderio di riprenderlo, di riformare una sola carne, in un immedesimarsi sostanziale di un amore consumante. Questa è l'Eucarestia!
Ciò che noi poveri uomini, Signore, non possiamo fare, tu lo hai fatto. Noi vorremmo dare il sangue, la vita, vorremmo morire, consumarci, rinascere, risuscitare, morire ancora... ma non possiamo farlo; tu invece, Dio di ogni cosa, hai creato l'universo perchè questo fosse e hai fatto sì che potessi impazzire d'amore ogni mattina quando la tua carne viene in me per divorare la mia, quando il tuo sangue entra nelle mie vene per bruciare il mio e per trasformare tutto il mio essere nel tuo. Ecco la comunione!
Non voglio sapere Signore, come fai: che me ne importa? Non me lo dire... Se no quasi perderei tutta la poesia e la bellezza dei nostri incontri. Tu me l'hai già detto "la mia carne è veraamente cibo, il mio sangue è veramente bevanda". A me che me ne importa del resto? Io che non capisco come funzionano le forze elettro-magnetiche dentro un atomo..io che non so neanche cosa vuol dire un fotone... Io che non so come si comporta la luce e se in esa prevale la natura ondulatoria o corpuscolare...No, che posso capire di te, diventatao umile pane?
vedi, incontrarti per strada può essere bello, ma come faccio ad abbracciarti? Mi vedono tutti e poi come faccio a tornare a casa ...ad andare in ufficio...e quando ti ho abbracciato? Beh, un momento ti ho stretto al mio cuore..poi è finito! Invece così.. nel silenzio della mattina! Tu ti nascondi, sei là..tutto vero! In quell'ostia bianca non c'è nulla che non sia te! quegli atomi, quelle molecole che a me sembrano dal di fuori molecole e atomi e cellule di pane, sono Te. Vedi che sono?
E' inutile che ti nascondi. io lo so. Ed è soltanto così che puoi entrare della mia bocca, poi entrare nel mio cuore, prendere pezzetto per pezzetto nella mia carne e crogiolarmi nll'amore tuo, di modo che incantati in questo abbandono neppure gli angeli possono sapere se sono io o sei tu, e sei soltanto tu! E' così in adorazione che io scompaio in te e gli angeli adorano me.
Garzie Signore: diventato Padre Figlio e Spirito Santo! e quella carne che è dentro di me e quel sangue che è dentro di me e il sangue formati dal core della mamma tua. Vive dentrp di me lòa carne e il sangie di Maria. Ho tutto il apradiso!
Grazie, Signore Eucarestia!


SUL MATRIMONIO

E' vero che un fine del matrimonio, diciamo il fine naturale, è la generazione dei figli, ma il fine dei fini, cioè la ragione per la quale Dio ha scelto questa strada, è la elevazione dell'uomo ai vertici insondabili dell'amore. L'amore totale: il dono di sè senza altra ragione che quella di donarsi e volere donarsi tutto integralmente, per sempre, sentendo che in questo assoluto morire è la tonalità del vivere, la gioia di una risposta egualmente totale, assoluta, eterna, per cui nella distinzione delle persone si fonda una natura nuova completa; e sale verso la terra e i cieli il grido "io ti amo-io amo te". Il bambino è un miracolo e viene ad arricchire il mondo con la sua bellezza, con il suo incantevole sorriso e con la sua stessa incapacità di vivere da sè. Diamo ai bimbi il sorriso.


INNO ALLA CREAZIONE
"... Oh voi misteriose galassie, voi mandate luce ma non intendete; voi mandate bagliori di bellezza ma bellezza non possedete; voi avete immensità di grandezza ma grandezza non calcolata. Io vi vedo, vi calcolo, vi intendo, vi studio e vi scopro, vi penetro e vi raccolgo. Da voi io prendo la luce e ne faccio scienza, prendo il moto e ne fo sapienza, prendo lo sfavillio dei colori e ne fo poesia; io prendo voi oh stelle nelle mie mani e tremando nell'unità dell'essere mio vi alzo al di sopra di voi stesse e in preghiera vi porgo a quel Creatore che solo per mio mezzo voi stelle potete adorare".

Enrico Medi
PAROLE AI GIOVANI

"... L'uomo è più grande delle stelle. Ecco la nostra immensa dignità immensa grandezza dell'uomo, della vita umana. Giovani, godete di questo dono che a voi è stato dato e che a noi fu dato. Non perdete un'ora sola di giovinezza, perché un'ora di giovinezza perduta non ritorna più. Non la perdete in vani clamori, in vane angoscie, in vani timori, in folli pazzie, ma nella saggezza e nell'amore, nella gioia e nella festa, nel prepararvi con entusiasmo e con speranza. Da una cosa Iddio vi protegga: dallo scetticismo, dal criticismo e dal cinismo; il giovane sprezzante di tutte le cose è un vecchio che è risorto dalla tomba. Guai se la giovinezza perde il canto dell'entusiasmo".

Enrico Medi
UN UOMO DI SCIENZA DI FRONTE A DIO

Per arrivare all'esistenza di Dio
non sono necessari i miliardi di stelle
che popolano gli abissi del cielo,
non è necessaria la perfezione del volo di
una rondine, o la complessità di funzionamento
delle cellule di un cervello umano.
Basterebbe la presenza di un unico protone
al quale si pone la domanda:
"Tu esisti, quindi o tu hai l'essere o tu sei l'essere.
Se hai l'essere devo risalire a qualcuno che
questo essere ti ha dato, e questo qualcuno
subirà la stessa domanda fino a che non arrivo a
Colui che è l'Essere".
Se il protone fosse l'Essere avrebbe in sé
l'assoluta pienezza e l'essenza dell'Essere totale,
non potrebbe esistere alcun altro protone uguale a lui;
in lui sarebbe ogni intelligenza, potenza, sapienza
fuori dello spazio e del tempo: ma questo non è.
Quindi Dio c'è.

Enrico Medi, I giovani come li penso io, Ediz. Studium Christi.

1981
LETTERA APERTA AL CLERO


Sacerdoti,
io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto. Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa. Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra». Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha. Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. VOI OBBLIGATE DIO A SCENDERE IN TERRA! SIETE GRANDI! SIETE CREATURE IMMENSE! LE PIU' POTENTI CHE POSSANO ESISTERE. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.
Sacerdoti, vi scongiuriamo: SIATE SANTI! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti!
Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell'Altare. A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi. Ma a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci SOLO VOI!
Siate accanto all'Altare. Andate a tenere compagnia al SIGNORE. La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera. Di questo abbiamo bisogno. Nostro Signore è solo, è abbandonato. Le chiese si riempiono [si fa per dire] soltanto per la Messa. Ma Gesù sta là 24 su 24 e chiama le anime. A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t'amo. Dimmi soltanto "Amore mio, ti voglio bene": ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».
Sacerdoti, parlateci di DIO! Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina. IL MONDO HA BISOGNO DI DIO! DIO, DIO, DIO Vogliamo. E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO. Si parla di problemi sociali, del pane. Ve lo dice uno scienziato: nel mondo C'E' PANE! CI SONO RISORSE CHE, se ben distribuite, possono garantire una vita, forse modesta, ma CERTAMENTE PIU' CHE DIGNITOSA A 100 MILIARDI DI UOMINI! L'UOMO HA FAME DI DIO! E si uccide per disperazione. Dobbiamo credere, ecco il compito delle Missioni: donare DIO al mondo!
Suore, scusate se vi parlo così: tornate ad abituarvi al silenzio!
Bello tutto, la preghiera collettiva è potentissima davanti al Signore. Ricordatevi, però, che si può fare una preghiera insieme anche lontani 100.000 km. La vicinanza è nel cuore di DIO, non nel contatto dei gomiti. Anzi, anche a contatto di gomiti, perché noi non disprezziamo le realtà concrete, visibili e materiali. Ma attenti a non esagerare. Chi volesse dire solitudine soltanto sbaglia, ma chi dice solo appiccicamento di cuore sbaglia. Sbagliano l'uno e l'altro.


Enrico Medi

 

 
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